
Piatti pronti come fatti in casa: Momangy rivoluziona il Ready to Eat
Piatti pronti si, ma anche artigianali, sani e 100% italiani: è la proposta di Momangy, piccola azienda campana che porta in tavola le ricette della tradizione in versione ready to eat
Nel panorama sempre “più affollato” dei prodotti ready-to-eat, emerge un’azienda che sta cercando di scardinare i preconcetti legati a questo settore: Momangy. Con i suoi piatti di pasta e legumi (tre sono le referenze: pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie), pronti in soli 12 minuti, Momangy punta sulla semplicità e la qualità, replicando metodi artigianali che richiamano quelli della tradizione culinaria italiana. La filosofia della giovane azienda campana è chiara: creare piatti veloci ma senza rinunciare ai principi di una dieta genuina.
Pasta e legumi 100% naturali pronti in 12 minuti: la ricetta di Momangy
Momangy è un esempio virtuoso di come il cibo ready-to-eat possa essere sano, artigianale e gustoso. La sua forza risiede in diversi aspetti che rendono ogni piatto una scelta di qualità. Prima di tutto, i piatti sono realizzati con soli cinque ingredienti (ad esempio, nella pasta e lenticchie troverete: tubetti di semola di grano duro, legumi, pomodoro, aglio, prezzemolo e sale) selezionati con cura, che vengono utilizzati per garantire un gusto autentico e una preparazione genuina, senza l’uso di additivi o ingredienti artificiali. Una vera rivoluzione per il settore dei prodotti ready-to-eat!





Credits foto Food News Italia
La velocità di preparazione è un altro punto chiave: le paste di Momangy sono pronte in soli 12 minuti, un tempo che permette anche a chi ha una vita frenetica di gustare un pasto completo senza compromessi. A questo si aggiunge la totale italianità del prodotto: tutti gli ingredienti provengono da produttori locali, garantendo così freschezza, sostenibilità e controllo della filiera. Dal punto di vista nutrizionale (circa 330kcal per 100g di prodotto), Momangy rappresenta una scelta ideale per chi cerca un pasto equilibrato. Le combinazioni di pasta e legumi forniscono una fonte naturale di fibre e proteine, elementi essenziali per chi segue una dieta vegana o per chi desidera semplicemente mangiare in modo sano senza rinunciare al gusto.
Il nostro parere? I prodotti Momangy ci hanno conquistato per la loro cremosità e facilità di preparazione. Abbiamo provato la pasta e lenticchie e siamo rimasti piacevolmente colpiti: l’aglio si percepisce perfettamente e riporta subito alla mente i sapori della cucina casalinga. La cremina che si crea in cottura avvolge il palato e abbraccia la pasta, che non rimane scotta. Il tutto pronto in pochissimi minuti, senza rinunciare alla qualità. Un pasto che sa di tradizione, ma con la praticità di un piatto moderno (perfetto per chi non ha voglia, non ha tempo o non sa proprio cucinare ndr). Super approvato!






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Il segreto di Momangy? L’amore di Nonna Angela
La mascotte di Momangy, Nonna Angela, incarna l’essenza delle ricette che hanno ispirato l’azienda. I piatti di Momangy nascono dal desiderio di far rivivere quella sensazione di calore e semplicità che si provava tornando a casa da scuola, trovando le ricette genuine che solo una nonna sapeva preparare. Semplici, povere, ma capaci di scaldare il cuore. Sulle confezioni dei prodotti, Nonna Angela appare sorridente, con il suo invito affettuoso: “Mo’ mangiate”. Un richiamo non solo a gustare i piatti di Momangy, ma anche a riscoprire un’emozione, un ricordo di famiglia. E, anche se i piatti pronti vengono spesso associati a scarsa qualità o a prodotti industriali, Momangy sta dimostrando che è possibile offrire un’alternativa salutare e gustosa, pur mantenendo la praticità. La sfida per rompere questi pregiudizi non è semplice, ma l’azienda è un esempio di come la rivoluzione può avvenire (e sta avvenendo ndr). Ne abbiamo parlato con il fondatore di Momangy, Davide De Cristofaro, che ci ha raccontato come è nato il brand e quali sfide attendono i consumatori nel futuro del mercato ready-to-eat.
Ciao Davide e benevenuto su Food News Italia. Come nasce e cosa ti ha spinto a fondare Momangy?
A tutti penso sia capitato almeno una volta nella vita di rientrare tardi a casa dopo una giornata passata in ufficio o a scuola e aver avuto il bisogno di mangiare qualcosa di caldo e gustoso, ma con la voglia di cucinare sotto terra e poco tempo. Le alternative che spesso si hanno a disposizione sono un delivery o qualche pacchetto di ramen finito in fondo alla credenza. Di solito i piatti pronti italiani vengono bistrattati perché troppo lontani da ciò che siamo abituati a mangiare a casa o al ristorante. Spesso difatti i prodotti ready to eat presenti sul mercato sono molto industriali e hanno veramente poco di quella tradizione culinaria che tanto ci invidiano all’estero. Abbiamo pensato quindi di creare un’alternativa, qualcosa di diverso da quell’industrialità che probabilmente noi italiani non avremmo mai apprezzato, ma un prodotto fatto in Italia, in primis per gli italiani. Dopo oltre un anno di ricerca, partendo dalle ricette tradizionali che la nonna cucinava quando ero piccolo, ce l’abbiamo fatta: è nato Momangy. Piatti di pasta e legumi, pronti in 12 minuti, vegani, senza ingredienti artificiali. Semplicemente ripetiamo gli stessi procedimenti di Nonna Angela, e lasciamo alla persona a casa concludere il piatto, realizzando la cottura della pasta. Il nome Momangy, in particolare, è nato dalla volontà di rappresentare i due concetti chiave del brand, “la tradizione” e la “napoletanità”. Volevamo qualcosa che fosse di semplice rimando, ma che parlasse anche ai giovani in maniera schietta, semplice e autentica. Può essere letto sotto una duplice forma: “Mom – Angy”, ossia “Mamma Angela” (o meglio la nonna), da cui tutto è partito, con le sue ricette autentiche, semplici, ma capaci di scaldarti il cuore. Di emozionarti ad ogni assaggio e di farti sentire realmente a casa. Quello che amiamo definire il confort food per eccellenza. Dall’altro lato c’è “Mo’ – Mangy” ossia “Adesso mangi”, in dialetto del sud. È la componente che rappresenta il legame con il nostro territorio, quella terra capace di raccontare concetti complessi in maniera semplice, anche attraverso un piatto.
Come riassumeresti la vostra filosofia aziendale?
Tutto è partito da un’idea: “far realizzare un piatto italiano in poco tempo da chiunque, anche senza nessuna conoscenza di cucina”. Vogliamo rendere accessibili i sapori della tradizione, fornendo un’alternativa sana e gustosa a chi ha poco tempo o nessuna voglia, ma comunque non vuole rinunciare al gusto. Vogliamo trasformare la percezione dei piatti ready to eat, da qualcosa di industriale, comodo, ma poco sano a qualcosa di autentico buono e genuino da realizzare in poco tempo.
In cosa si differenziano i vostri prodotti “ready to eat” rispetto ad altri brand?
Spesso quando si pensa al “ready to eat”, si associa il termine a qualcosa di veloce, industriale, con il solo obiettivo di “riempirti la pancia”, quasi un cibo da sostentamento. Noi vogliamo dimostrare che non è così, che anche il ready to eat, se studiato, può essere qualcosa di sano, buono e genuino, capace di emozionare. Realizzato semplicemente preservando le ricette tradizionali e rendendole a portata di dispensa grazie ad uno dei più antichi metodi di conservazione: “la disidratazione”. Qualità, Autenticità e Semplicità, sono le parole che meglio rappresentano Momangy: selezioniamo accuratamente la materia prima, come le nonne di un tempo, scegliendo i migliori prodotti che la terra ha da offrire e li combiniamo nel modo giusto, ripetendo semplicemente gli stessi procedimenti che le nonne fanno nelle loro cucine (solo “in pentoloni più grandi”) e lo rendiamo a portata di dispensa disidratandolo. Nient’altro, né glutammato, ne addensanti, ne esaltatori di sapidità. Il nostro è un prodotto artigianale in un mondo altamente industriale. Non siamo industriali, siamo artigiani, cultori del tradizionale cibo italiano, prendiamo le ricette tradizionali e le rendiamo a portata di tutti.





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Come descriveresti il sapore dei vostri piatti a chi non li ha mai provati?
Con una frase “Un ricordo di casa”. Ogni boccone è il rimando ad un’emozione passata: una cena in famiglia, il ritorno da scuola, le corse da bambini affamati verso la tavola apparecchiata. Sono sapori autentici, tradizionali, semplici e genuini. Non sono per chi cerca esperienze di gusto nuove, ma per chi vuole scoprire l’autentica tradizione italiana. Gusto deciso, intenso, saporito. Il buono che ti scalda il cuore e ti fa sorridere.
Cosa significa per Momangy “essere sostenibili”?
Ci sono molte accezioni del termine “sostenibilità”, che spesso viene utilizzato più come slogan di marketing che altro. Nel nostro caso il concetto è radicato nel profondo, a partire dalla materia prima che viene utilizzata. Difatti i legumi svolgono un ruolo chiave nella cosiddetta “agricoltura rigenerativa”, arricchendo i terreni di ozono e riducendo l’utilizzo di concimazioni artificiali. Inoltre l’utilizzo della disidratazione come metodo di conservazione permette di preservare eventuali eccessi di produzione di vegetali (piccolo spoiler sulle prossime ricette in casa Momangy). L’idea è quello di costruire un’azienda che sia sostenibile nella sua completezza, sia dal punto di vista ambientale, economico e non ultimo, sociale. Sono in cantiere alcuni progetti che puntano alla valorizzazione della comunità, ma è ancora troppo presto per approfondire il tutto.
Tantissime sono le aziende che vendono alimenti ultra processati (specialmente nel settore dei piatti pronti), spacciandoli per salutari (es. burger vegani ricchi di conservanti o zuppe pronte piene di additivi). Momangy va contro tendenza, puntando sull’artigianalità e la tradizione. Secondo te è possibile attraverso l’educazione alimentare e l’informazione influire sulle scelte dei consumatori? O siamo destinati a comprare “per sempre” prodotti di dubbia qualità?
Dal mio punto di vista ritengo “la trasparenza” un elemento fondamentale. Come giustamente fai notare, siamo circondati da prodotti che sfruttano slogan fuorvianti per influenzare la percezione del consumatore, che spesso, facendo la spesa tra un impegno ed un altro, si lascia influenzare senza porre sufficiente attenzione ad alcune informazioni chiave presenti sull’etichetta. Credo fortemente che l’educazione alimentare, fin da bambini, sia la chiave per diffondere uno stile di vita sano ed equilibrato. Ciò non vuol dire necessariamente rinunciare alle comodità e quindi coltivare il proprio orticello o allevare le galline nel giardino di casa, basta semplicemente porre più attenzione. Momangy vuole fare proprio questo, far capire che è possibile mangiare salutare, sano e con “zero sbatti”. Solo 5 ingredienti combinati nel modo giusto. Ovviamente il pregiudizio che aleggia nel mercato dei piatti pronti rende tutto più difficile, ma non bisogna demordere e cercare di diffondere una nuova idea di qualità e semplicità.





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Come pensi che cambierà il mondo dell’alimentazione e come dovrà evolvere l’industria alimentare per affrontare le sfide future?
Ci sono tre aspetti che vorrei tenere in considerazione:
- Crescente consapevolezza del consumatore: dal mio punto di vista, i consumatori sono sempre più attenti a ciò che mangiano, sia nell’ambito nutrizionale che qualitativo. Ovviamente il tempo dedicato alla cucina, soprattutto in settimana è sempre meno a causa dei mille impegni familiari e lavorativi. Per questo le aziende dovranno adattarsi, fornendo delle alternative sane, gustose e sostenibili.
- Sostenibilità ambientale e lotta al cambiamento climatico: l’agricoltura e la produzione alimentare sono responsabili di una parte significativa delle emissioni globali di gas serra e del consumo di risorse naturali come acqua e suolo. Per affrontare queste sfide, l’industria alimentare dovrà adottare metodi di produzione più sostenibili, come ad esempio metodi di agricoltura rigenerativa.
- Economia circolare: secondo l’UNEP, a livello globale un terzo del cibo prodotto per il consumo umano va perso o sprecato e che lo stesso sia responsabile del 8-10% delle emissioni di gas serra. E’ fondamentale che le aziende lavorino per invertire la rotta, offrendo dei prodotti/servizi che puntino alla riduzione e al riutilizzo degli scarti alimentari.
Come vedi Momangy tra cinque anni?
Mi piacerebbe che Momangy possa essere il pioniere di un cambiamento verso una maggiore qualità nel mondo dei piatti pronti ambient, aprendo le porte a “autenticità e tradizionalità italiana” anche in un settore che oggi sembra poco averci a che fare.
Non vi resta che assaggiare i prodotti Momangy acquistabili sul sito: momangy.it
Articolo a cura di Piera Pastore
Ringraziamo Momangy per averci omaggiato dei suoi prodotti